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BR1 Cultural Space

L’arte è il “motore immobile” di questo progetto e ne porta i segni, ma la sua vocazione principale è quella di “multi-spazio”, in grado di progettare e connettere la creatività della città.

BR1 nasce dal recupero di un palazzo settecentesco affacciato, sul Largo Belvedere di Montesilvano Colle. La ristrutturazione è stata curata con l’idea di ridare vita alla natura originale dell’edificio e restituirlo al borgo rinnovato nella sua anima, essenzializzato attraverso un approccio fresco e moderno.

L’arte è il “motore immobile” di questo progetto ma la sua vocazione principale è quella di “multi-spazio”, in grado di progettare e connettere la creatività della città. Moda, teatro, fotografia, discussioni politiche su temi d’innovazione e show-cooking con cuochi emergenti e stellati si alternano nel calendario degli eventi.

La molteplicità delle direzioni espressive confluisce nell’unità contenuta nel nome: UNO. UN contenitore di storie, UNA casa d’arte e per l’arte UN luogo di ospitalità e di convivialità, UNO spazio fisico, ma dai confini trasparenti, pronto ad accogliere e a trasmettere, a rinnovare continuamente il suo nucleo.

ristorante

Il Borgo

Montesilvano Colle conserva ancora i caratteri del borgo fortificato, con l’impianto antico a piccole case a uno o due piani, alcuni palazzi signorili e la piazza, dove vive tutt’oggi il ricordo di chiacchiere d’altri secoli, la memoria di sarte, baroni, speziali , di cui è intessuta la storia del colle.

I primi riferimenti a questo nucleo abitato sono molto antichi e sembrano risalire al Chronicon Casauriense dell’872 d.C. o al 1114, come attestato in un codice del re normanno Ruggero II. Il borgo, oggetto di permute e riscatti, seguì le sorti del Regno di Napoli e passò prima agli Angioini e poi agli Aragonesi, che lo concessero in feudo a vari signori locali e stranieri, tra i quali Manfredino di Michele di Valenza, che lo acquistò per 5.500 ducati.

La sua storia è oggi testimoniata splendidamente da alcune interessanti Chiese come San Michele Arcangelo, risalente al XII-XIII sec. e fuori dall’abitato, dalla Chiesa della Madonna della Neve, eretta intorno al 1360 e probabilmente collegata al passaggio di San Francesco, verso Penne. Oggi il complesso della Madonna della Neve, completamente restaurato, comprende un’ incantevole piazzetta, nella quale , durante l’estate, si tengono concerti ed eventi culturali e da cui partono, il 5 agosto di ogni anno, i festeggiamenti in onore della Madonna.

Le stanze

Ai piani superiori, al termine di un elegante scala in pietra, si aprono otto stanze d’autore. Ogni ambiente rappresenta un pezzo unico studiato con l'idea di coniugare l'intimità di una casa con il suo essere luogo di incontro e di cultura.

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Una stanza dal gusto sartoriale, in cui la cromia contemporanea del nero convive con la manualità artigiana del comodino in legno. 

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Luce e bianco giocano con lo specchio d’artista in un’atmosfera femminile, dalla grazia impalpabile. 

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Una dimensione quasi spirituale in cui “oggetti a manovella” raccontano la loro storia, come in una canzone d’altri tempi. 

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La porta dal forte accento scenografico, tributo pop a Lucio Dalla, contiene un interno intimo, inondato dal chiarore della finestra laterale. 

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Rubato alla natura, il verde laguna dei tappeti , insieme ai tessuti in lino e al segno quieto della poltrona eco-chic, esalta i pavimenti resinati in bianco grafico. 

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Sobrietà di linee e colori per questo interno affacciato sul belvedere, a pochi passi (assonnati) dai tetti e dalle terrazze assolate. 

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Sembra di entrare una in una vera casa. La stanza riproduce gli ambienti di un nido immacolato, con la coppia di tavoli dove si può disegnare, cucire, chiacchierare, gustare un tè e le nicchie attrezzate con mensole di libri e riviste, testimoni di passaggi letterari d’eccezione.

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Al piano superiore, nella suite posta nel sottotetto, la stanza da bagno, progettata personalmente dal padrone di casa, rivela un piccolo lusso: una vasca da bagno, omaggio personale, appena accennato a “Quel che vidi in acqua” della pittrice messicana Frida Khalo.

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